Formazione degli istruttori K9: quali garanzie deve chiedere chi acquista un corso di detection
Formazione istruttori K9: criteri pratici per valutare competenza didattica, specializzazione e verifiche indipendenti nei corsi di detection.
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Gamma di odore nella detection professionale: come addestrare l’unità cinofila a quantità e concentrazioni differenti in scenari operativi.
La gestione della gamma di odore nel cane da rilevamento professionale Leggi l'articolo »
Analisi tecnica dell’unità K9 e del binomio cane-conduttore per polizia locale, cani antidroga, cani antiesplosivo e cani da rilevamento.
L’unità K9: caratteristiche del binomio cane-conduttore Leggi l'articolo »
C’è un problema nel settore delle Unità Cinofile professionali che, a mio avviso, deve essere affrontato apertamente, soprattutto quando il committente è una Pubblica Amministrazione. Non riguarda soltanto la qualità dell’addestramento, la capacità del cane o l’esperienza del formatore. Riguarda la struttura economica, fiscale e professionale attraverso la quale quel servizio viene prodotto e immesso sul mercato.
Il cane di polizia deve atterrare, il cane militare deve neutralizzare. Non è una formula a effetto, è la sintesi di una differenza dottrinale che troppi trattano come una sfumatura. Due verbi, atterrare e abbattere, descrivono due mandati diversi, due cornici giuridiche diverse e, a monte, due tipologie di cane diverse. Chi li confonde non commette un errore di stile, ne commette uno tecnico e giuridico insieme.
Il conduttore è il soggetto che, nel momento operativo, detiene l’effettivo potere di custodia e controllo sul cane. La Cassazione penale con la sentenza n. 30548 del 2016 ha chiarito che è proprio l’effettivo potere di controllo nel momento del fatto a fondare la responsabilità, non il solo dato formale della proprietà.
Quando un cane viene utilizzato, anche legittimamente all’origine, come strumento con cui si realizza una condotta penalmente rilevante, la giurisprudenza ammette il sequestro preventivo dell’animale. La Corte di Cassazione, sezione V penale, con la sentenza n. 10992 del 2020, ha confermato che il sequestro si fonda sulla pericolosità oggettiva dell’animale in quelle specifiche mani, e che nemmeno un percorso di recupero personale del detentore è sufficiente, da solo, a escluderne la conferma, se il cane è stato addestrato o utilizzato ripetutamente per arrecare danno.
Oggi vedo con preoccupazione una corsa a dichiarare che i propri cani “cercano il fentanyl”, spesso perché si è acquistato un kit addestrativo o una pseudosostanza. Ma acquistare un ausilio didattico non equivale ad avere sviluppato una reale capacità operativa, né tantomeno ad aver compreso i rischi connessi all’impiego su una sostanza di questo tipo.
Molto spesso le informazioni relative alla presenza di tali soggetti rimangono correttamente classificate e non vengono diffuse pubblicamente. Questo significa che il livello di preparazione dei dispositivi territoriali non può basarsi esclusivamente sulla percezione del rischio visibile, ma deve essere costruito sulla capacità di affrontare anche scenari improbabili ma potenzialmente devastanti.
Non è più sufficiente intervenire esclusivamente nei luoghi in cui il fenomeno criminale si manifesta. Occorre comprendere come il fenomeno si muove, quali direttrici utilizza e quali infrastrutture consentono alle reti criminali di alimentare la propria attività.