Cani da Pattuglia e Sicurezza Urbana: un approndimento necessario nel contesto attuale, con uno sguardo alle realtà Europee.

Cani da Pattuglia e Sicurezza Urbana: il Modello Francese e il Confronto con l’Italia

Negli ultimi anni, il ruolo delle unità cinofile da pattuglia è diventato sempre più centrale nei sistemi di sicurezza urbana, sia in ambito pubblico che privato. In Francia, questo percorso ha trovato una codificazione precisa con un decreto del 2022, che disciplina in modo puntuale la creazione, la gestione e l’impiego delle “brigades cynophiles” della Polizia Municipale.

Questo decreto rappresenta oggi un riferimento normativo di alto livello, che definisce con chiarezza ruoli, responsabilità e standard operativi dei binomi cane-conduttore.

Cosa prevede il modello francese

Il decreto stabilisce che una brigata cinofila debba essere composta almeno da un agente e da un cane da pattuglia, con obbligo di nominativi registrati e tracciabilità completa.

Voi direte, cosa c’è di strano, è scontato!

NO! Per nulla, perchè alcuni Enti, nei loro Regolamenti, non prevedono neanche l’introduzione del cane all’interno della loro struttura. Ne consegue che viene meno tutto l’impianto normativo e regolamentare che regola l’utilizzo dei cani all’interno del Ente/Comune. Questo è, a mio modo di vedere, una grave lacuna, in capo al funzionario/Sindaco che, molto spesso, non ha la minima idea dell’attività peculiare che svolge l’unità cinofila specializzata.

Il testo regolamenta anche:

  • gli ambiti operativi d’intervento (prevenzione, sorveglianza, controllo del territorio, supporto agli eventi pubblici);
  • le condizioni di alloggiamento dei cani e le convenzioni specifiche con i conduttori;
  • la formazione obbligatoria e periodica dei binomi, pena la perdita della qualifica;
  • l’uso del cane “PATROL” o da “DETERRENZA”,  consentito solo nei limiti della legittima difesa, secondo i principi di proporzionalità e necessità ben definiti dal legislatore.

Quest’ultimo punto, molto attuale nel panorama socio politico, è il tema cardine della riflessione che faccio: se la richiesta e la necessità (opportuna e legittima) di utilizzare il cane come strumento per la deterrenza è attuale,

perchè anche le forze dello Stato in Italia lo usano sempre meno?

Perchè negli anni si è “scelto” di NON utilizzare i cani ma, ad esempio, sempre di piu’ i cavalli?

Perchè l’utilizzo del cane come strumento di difesa non è normato se non nei principi cardine degli articoli 52 e 53 del codice penale.

Quindi, se il cane qualcuno vuole considerarlo un’arma nell’espletamento di quel servizio specifico, perchè non regolamentarlo attraverso procedure ben definite di utilizzo del cane? perchè non stimoliamo il legislatore ad affrontare il tema e non stabiliamo regole d’ingaggio che possano tutelare l’operatore ed il cane?

L’utilizzo del cane in questo contesto “scarica” la responsabilità del danno arrecato e quindi della eventuale mancata proporzionalità totalmente al cane, che nulla sa fare se non, ovviamente, recar qualsivoglia danno.

Quando dico regole d’ingaggio parlo di norme dove l’utente deve sapere che non puo’ avvicinarsi oltre una certa distanza all’unità, l’uso di strumenti tipo museruola, modalità di invio del cane… alla pari del teaser, per intenderci, perchè non cambia assolutamente nulla in confronto, anzi, il rischio d’intervento è maggiore.

Ma un altra domanda è:

perchè lo facciamo?

Esiste all’interno di quelli che vengono definiti “Patti per la Sicurezza”, l’esigenza di formare queste unità?

Quali sono le funzioni per le quali il Funzionario o l’Ente ha deciso di inserire l’unità cinofila nel proprio reparto?

Il mio approccio, che deriva dall’esperienza professionale nella Polizia di Stato parte da qui: un approccio che unisce professionalità, trasparenza e responsabilità, e che innalza lo standard qualitativo del servizio cinofilo. un approccio dove l’acquisto del cane arriva dopo, molto dopo la creazione del Reparto Cinofilo. Creare la struttura è il fondamento per l’acquisto dell’unità, che diversamente rischi di non essere un valore aggiunto, ma un problema, sia a livello procedurale che di responsabilità.

Il quadro italiano

In Italia, il riferimento normativo per le unità cinofile di Polizia Locale non esiste, mentre per la vigilanza privata si applica l’art. 134 T.U.L.P.S. e il DM 269/2010. Non esiste, tuttavia, un decreto unico che regoli in maniera omogenea la costituzione e l’impiego dei nuclei cinofili pubblici, lasciando ampio margine ai regolamenti locali e alla competenza degli enti territoriali.

Questo genera una realtà eterogenea: reparti cinofili eccellenti in alcune regioni, ma con standard differenti, talvolta non formalizzati o non aggiornati rispetto ai modelli europei.

La prospettiva di K9 Secure Service

Come gruppo operativo inserito nel sistema MEPA e accreditato tra i fornitori NATO, K9 SECURE SERVICE promuove da tempo un approccio normativamente solido e certificato, in linea con gli standard europei. L’obiettivo è introdurre anche in Italia un modello di “cinofilia di sicurezza” fondato su regole, certificazioni, formazione continua, tracciabilità e rispetto del benessere animale.

Le nostre linee guida interne prevedono:

  • registri operativi dei cani e delle sessioni di addestramento;
  • formazione documentata e auditabile per i conduttori;
  • procedure di alloggiamento e convenzioni standardizzate;
  • protocolli d’impiego basati sui principi di proporzionalità e sicurezza pubblica con protocolli elaborati da professionisti della legge.

Riflessioni

L’adozione di procedure codificate e riconosciute internazionalmente non è solo un requisito tecnico, ma una forma di trasparenza e tutela per le istituzioni, per gli operatori e per i cittadini. Uniformare gli standard italiani a quelli europei è un passo indispensabile per rafforzare la credibilità e l’efficacia del lavoro svolto ogni giorno dalle nostre unità cinofile.

Francesco Piliego Amministratore Unico FP GROUP SRL Direttore Operativo K9 Secure Service www.k9secure.com

K9 Secure Service è un partner tecnico qualificato a supporto delle Forze di Polizia e degli Enti di sicurezza, fornendo unità cinofile addestrate, certificate e operative secondo criteri di efficienza, etica e professionalità. Forniamo Consulenze specializzate per la creazione e la gestione di Reparti Cinofili affiancando i Vostri Responsabili ed Operatori nello sviluppo e nella gestione delle Unità Operative.

Se rappresenti un’amministrazione locale e vuoi fare un passo concreto nella direzione della sicurezza, partendo da una base seria e professionale, contattami e potremmo fissare una Consulenza GRATUITA ed un appuntamento presso la Vostra sede.

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📍 K9 Secure Service è azienda accreditata MEPA e inserita nell’elenco dei fornitori NATO.

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